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Lettera pre-natalizia a marito preoccupato

Caro Marito,

Lo sai. Io sono la paladina dell’attesa del momento giusto, mentre tu sei l’anticipatore degli anticipi in anticipo. Ti adoro per questo, e un po’ non ti sopporto.
Però dicembre è iniziato, per cui, secondo i miei piani, potrei degnarmi rispondere alla tua insistente domanda su cosa potresti regalarmi a Natale.

Ma tesoro, ormai avrai capito anche tu che non mi importa niente. Non sono più la stessa da quando abbiamo deciso di cambiare casa, il mio tempo libero è impegnato in calcoli approssimativi di  spazi, ingombri, porte, pavimenti, imbianchini, elettricisti, traslocatori… tutte cose utili, per noi, per la famiglia, la casa, la dimora, il focolare.

E poi piove sempre, non riesco più a passeggiare per le vie del centro sbavando di fronte alle vetrine senza un paio di hunter verde pescatore o neri (tall wellington boot) che eviterebbero di bagnarmi i piedi, preferisco starmene in casa con i nostri due figli ipercinetici a costruire casette di cartone, finte palline bidimensionali di carta da appendere all’albero, stelline ricavate dalla carta dorata dei pasticcini, noi soli, al calduccio con una tazza di tè, e non fuori nell’uggia vestita di una morbida pelliccia ecologica nera con il cappuccio come quella esposta nel negozietto nella galleria che collega via sant’orsola con il tribunale – non so se è una zona che bazzichi di tanto in tanto – che tra l’altro starebbe da dio con i pantaloni neri di liujo come quelli che ha appena preso mia sorella, tipo quelli che ho già, hai presente quelli molto lisi sul ginocchio? (Ah non lo sapevi che mia sorella ha fatto shopping di recente e io no? Lei, poveretta, è ancora decisamente legata a questo mondo materiale, non riesce ad andare oltre confini di giardino come me.)
A proposito di ginocchio, ti rendi conto che ogni volta che torno dalla palestra mi duole, il mio ginocchio? Ho fatto una ricerca e c’è chi dice che dipenda dal tipo di scarpe da ginnastica che usi. Eh certo, saranno informazioni pilotate dai venditori di nike fucsia per incrementare gli affari, come dire che adesso un paio di scarpe sbagliate possono fare danni irreparabili, io ce le ho già le scarpe da ginnastica che vanno bene per tutto, la corsa, la zumba, lo stretching, la bici, le scampagnate in montagna, ricordi quelle che ho preso 3 anni fa e che non si consumano mai a parte sul tallone dietro e la suola ai lati esterni? Capirei se fossero delle scarpe con il tacco abbinate ad una fantastica borsa preziosa, che comunque non potrebbero fare poi così male se portate esclusivamente in occasioni speciali, tipo quelle che ti propongono sempre all’ultimo minuto cogliendoti alla sprovvista, dico bene?

In ogni caso basta con questo insopportabile consumismo; dovremmo tutti farci un bell’esamino di coscienza e per questo Natale desiderare solo pace e bene, stare insieme, uscire insieme, trascorrere del tempo insieme, al ristorante, al cinema, al parco, alle maldive… solo tempo, prezioso, da godere in ogni istante, occhi negli occhi, mano nella mano, a braccetto, abbracciati, a bracciali.

Quindi, tesoro mio, non riesco davvero a desiderare nulla di più di quello che ho già, di quello che la vita mi ha donato, che sei tu, i nostri figli e il nostro amore. Nulla che si possa comprare, ma che si possa comunque ricevere. Come per esempio, adesso che ci penso, non so, la goia un terzo figlio…eh? che ne dici?! Amore?!

chr