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TONICA DENTRO


Ciao sono Pepo. La mia mamma mi ha detto di scriverlo io, il post, oggi, che dopo mi da un biscotto. Allora va beh io davanti a uno spuntino non mi tiro mica indietro. Solo non capisco cosa le prenda, alla mia mamma, in questi giorni, non è tanto normale.
Per esempio l’altro giorno, che era venerdì, mi ha mandato dalla nonna e non è più tornata, è venuto a prendermi il mio papà e poi ci ha pensato lui a farmi tutto bagnetto-pappa-cambiopannolino-goccine-ruttino-bacino-nottenotte-ciao, mentre il mio fratello, quello grande, quello che sa un sacco di parole che io riassumo in un  ta-tà , quello che uau come è bravo a giocare con le macchinine, quello che quando sarò grande sarò come lui, diceva al mio papà ti aiuto io papi ma poi lo tirava un po’ matto ma il mio papà è bravo e comunque io dopo il nottenotte-ciao non ricordo più niente, solo che il mio pollice destro è tanto buono.
Sta di fatto che poi la mattina dopo quando mi sono svegliato e volevo subito immediatamente il mio lattino caldo, pensavo di vedere la mia mamma, che magari era andata in piscina e poi era tornata, ma niente non c’era. Dopo ho capito dove era andata a finire, era entrata nell’ ai-fon del mio papà, io l’ho vista, era lì dentro che mi faceva i sorrisi, e ho pensato boh si vede che le si è incastrato il sederotto e non riesce più a uscire, tipo come quando mi si incastra il piedino nelle sbarre del lettino. E poi ho pensato che se piangeva magari la sua mamma arrivava e la dis-scass-discastrava si insomma la faceva uscire dall’ ai-fon.
Comunque va beh io non sono rimasto con le mani in mano, ho fatto tutto quello che dovevo fare anche senza la mamma, certo, mi mancava un po’ il suo odorino. Però vuoi mettere, il mio papà ci ha fatto fare un sacco la lotta selvaggia da veri uomini sul lettone, poi sul divano, poi ancora sul lettone, che c’era il mio fratello grande che saltava come un matto e io mi molleggiavo dalla gioia, che se c’era la mamma diceva attento di qua-attento di là-guarda che cadi-guarda che c’è il vaso che se solo riuscissi a dirle una buona volta: Mamma, stai serena! Vai di là a mangiarti un biscotto che queste sono cose da maschi (poi quando torni portamene uno)!
Ad ogni modo poi la domenica sera la mia mamma è riuscita ad uscire dal telefono e io sono andato subito in braccio a sentire l’odorino, che poi anche mio fratello quello grande che dice tante tante cose voleva andarle in braccio e allora la mia mamma ci ha preso tutti e due sul divano e io ho pensato bella lì che adesso facciamo ancora la lotta da veri uomini, ma niente lei è una femmina e ci dava solo i baci e poi giù tutti. 
Allora mio fratello quello che parla le ha chiesto: mamma ma dove sccei sctata? E io che gli dicevo: ta-tà! che significa: ma come non hai visto che era nell’ ai-fon di papà tutta incastrata? Ma lui niente non mi ascolta mai mamma ma dove sccei sctata?
Allora lei ha detto: sono stata agli esercizi.
Vedi che lo sapevo che era andata in piscina? Solo che dico, tre giorni di esercizi, dovresti essere magra tonica super soda, ma qui mi sembra tutto burroso come prima, mamma tutto inutile! Ta-tà.
Ma lei sorrideva e sorrideva che sembrava così contenta di quella piscina, che ho detto che va bene così, speriamo che non si accorga che il suo sederotto non è diventato alla brasiliana come evidentemente pensa lei, finchè non l’ho sentita dire al mio papà: sono stati gli esercizi spirituali più belli in assoluto.

E allora io, che sono piccolo e non so parlare, ma non per questo sono stupido, ho capito e le ho detto ta-ta-tà, che vuol dire: mamma, ho capito! sei andata alla piscina dello spirito, era ora, perchè oltre ad essere molle fuori eri molto molle dentro e avevi proprio bisogno di rimetterti all’opera. Non sapevo più come dirtelo, mamma, impara da me che sono piccolo e ho bisogno di sapere tutto, e allora tutto chiedo, che ad esempio se ho bisogno di sapere che sapore ha la scarpa infangata di mio fratello io l’assaggio, che se io vedo il laghetto delle oche al parco, io mi ci puccio dentro e poi ti dico è bagnato – appena imparo a camminare comunque lo faccio. Insomma mamma impara da me, che sono piccolo, e se io so che tu sei la mia mamma, allora so che mi vuoi bene, allora se so che tu mi vuoi bene, io imparo a fare tutte le cose. E’ inutile che mi dici Gesù ti vuole bene in continuazione, guarda che io ci ho creduto già la prima volta che me l’hai detto, quando mi hai vestito tutto di lino come un paggetto e mi hai fatto bagnare la testa da quel frate. Che se Gesù vuole bene a me, lo vuole anche a te, allora quando non sai cosa fare e sei triste e ti perdi nelle tue eliou-elocru-elucubrazioni mentali che pensi sempre di sapere già tutto, chiedi a Lui, senza filtri.

 “L’universo risponde il Vero a chi lo interroga onestamente”  C.S. Lewis

Ovvero: taa-ta-ta-taaa-tatà

Adesso dammi il mio biscotto.