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6 regole (più una) per diventare uomini veri

foto di ire*marcotti

foto di ire*marcotti

Cari Marti e Pepo,

Miei piccoli morbidi bagoloni di ciccia, pensavo di risparmiarvi questo sermone per il giorno della vostra laurea, se mai esisterà ancora, nel 2035, la laurea.
Ma ho deciso di anticipare il supplizio, spinta dalla valanga di parole scritte o dette in ogni dove da un sacco di gente, trascinata dal benpensantismo, che mi toccano in prima persona e mi urtano pesantemente. E io per voi, che siete ciò che di più caro ho, insieme al vostro papà, voglio stabilire delle regole, prima che il mondo vi travolga nel nulla del relativismo.

Regola numero 1:
Obbedite. Sempre. Ai vostri genitori, per l’appunto alla sottoscritta e al superuomo qui presente, e a chi si manifesterà come maestro autorevole nella vostra vita.

Sembra tanto banale, ma è così fondamentale imparare l’obbedienza , anche quando non capite le ragioni per cui ne valga la pena, anzi, soprattutto in quel momento, dite di sì.
Questo vi insegnerà ad obbedire alla realtà stessa, quando si farà dura e dolorosa, voi così farete quello che vi chiederà, senza fuggire, da veri uomini.

Regola numero 2:
Siate felici. Fate in modo che la vostra vita sia una costante ricerca della felicità. Adesso che siete ancora piccini vi viene facilissimo, giacchè sfruttate ogni occasione per ricavarne un profitto, basta distrarvi da un pianto disperato con una luce strana, un suono improvviso o un cane che abbaia, per riportare la vostra attenzione alla conoscenza di ciò che di nuovo la realtà ha da proporvi.

Ma poi crescerete e comincerete a ragionare da adulti, così vi toccherà tornare a capire cosa sia la felicità.

Regola numero 3:
Trattenete solo ciò che è Vero. Il resto lasciatelo pure a chi vive nel disincanto di un facile nichilismo. La Verità esiste e sta nell’ eterno , cioè in ciò che tiene nel tempo, e nell’ infinito , cioè in ciò che suscita in noi la presenza di qualcosa di talmente misterioso che non riusciamo ad afferrarlo.

Regola numero 4:
NON siate indipendenti. Vi diranno che la vera libertà sta nell’assoluta mancanza di vincoli, nella capacità di reggersi solo ed esclusivamente sulle proprie capacità, sulla propria autonomia. Voi dipendete eccome, da tutto e da tutti, ma soprattutto da Chi fa tutte le cose.

Regola numero 5:
Credete in Chi fa tutte le cose.

Regola numero 6:
Condividete, circondatevi di amici, quelli che bevono la birra intorno a un tavolino e intanto parlano del senso della vita. Se tra questi troverete una ragazza degna (dell’approvazione di vostra madre, ovviamente, ammesso che esista una stronza fanciulla così), sposatela.

Sì, sposatela, senza perdere tempo in prove di convivenza. Credete nel matrimonio,
come vocazione , cioè ciò a cui la vita vi chiama per compiere il vostro destino.


“Da chi non è pronto – non dico a sacrificarti il suo sangue, che è cosa fulminea e facile – ma a legarsi con te per tutta la vita (rinnovare cioè ad ogni giornata la dedizione) – non dovresti accettare neanche una sigaretta.”

[da “Il Mestiere di Vivere” – Cesare Pavese]

Regola numero 7:
Non fumate, grazie.