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Una mamma (cretina) e la dilatazione della vita

E’ successo. Il 19 Dicembre alle 15.35, mio malgrado, è successo. Una mamma in ritardo cercava come una pazza un misero posto dove incastrare la sua macchina, correva senza ritegno verso l’ingresso dell’asilo, il corridoio, le scale, per non perdersi un minuto di più quell’importante momento, in cui il suo bambino con la coroncina dorata in testa, cantando tu scendi dalle stelle, cercava i suoi occhi, solo i suoi,  perchè per lei si era preparato per settimane, per il suo sorriso, il suo applauso. Ma la sua mamma non c’era, fino alla fine non c’era. Quella cretina aveva sbagliato orario. Quella cretina ero io.

Il mondo mi è crollato addosso per uno stupido-stupido errore, una distrazione senza scuse. Approssimazione, superficialità. Cercando di trattenere le lacrime abbracciavo il mio piccolo quasiquattrenne col solo desiderio di poterlo sparaflashare come in man in black, che potesse dimenticare tutto, o che si potesse rifare da capo, un rewind, un undo. Ma non mi restava che accompagnarlo nel salone e imbottirlo di merendine, cioccolatini e manciate di caramelle per farmi perdonare nel peggiore dei modi, l’unico a mia disposizione in quel momento.

Ad un certo punto però mi sono resa conto di un particolare che nella foga della mia autoflagellazione interiore mi era sfuggito. Un semplice e palese particolare che ha aperto una voragine enorme tra me e il mio misero cuore e mi ha dimostrato quanto spazio c’è lì nel mezzo, quanto infinito-spazio-vuoto-riempibile c’è. Infatti lui mi aveva già perdonato, anzi, non aveva nemmeno bisogno di farlo perchè oramai io ero lì. Quindi niente, tutto come prima. Ma come è possibile? Continuavo a cercare nei suoi occhi un rimprovero, un cenno di delusione, una piccola ombra che mi punisse per il resto dei miei giorni, ma niente.

Amore puro, Cuore puro, il suo.

E allora mi chiedo, come è possibile che noi in origine siamo fatti così? Come è possibile che siamo fatti così bene, all’inizio? E cos’è che poi cambia e ci rende più meschini nel misurare gli errori altrui e i propri, a dargli un peso e un valore, che però non vale niente? Perchè io non sono capace di perdonarmi un errore che è già stato cancellato? E perchè fa venire i capogiri sentirsi guardati così, con questa misericordia sbalorditiva e disarmante?

C’è qualcosa di divino nei bambini, si sa, è sotto gli occhi di tutti, ed è per questo, credo io, che Dio abbia deciso di avvicinarsi a noi in questo modo. In un bambino, in carne ed ossa. Per di più, un bambino povero, spoglio di tutto. Non è una favola, è successo veramente, e dal quel giorno tutto è cambiato, da allora si misura il tempo, con un Avanti ed un Dopo, da allora si misura il mio limite che è umano, non divino, ma da allora si misura anche il mio cuore, che è quella voragine incolmabile desiderosa della pienezza che solo un amore così puro può dare.

«L’incontro con Cristo, il lasciarsi afferrare e guidare dal suo amore allarga l’orizzonte dell’esistenza, le dona una speranza solida che non delude.
La fede non è un rifugio per gente senza coraggio, ma la dilatazione della vita.
La fede non è luce che dissipa tutte le nostre tenebre, ma lampada che guida nella notte i nostri passi, e questo basta per il cammino.
All’uomo che soffre, Dio non dona un ragionamento che spieghi tutto, ma offre la sua risposta nella forma di una presenza che accompagna»
-Papa Francesco-

Buon_Natale

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