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I TUOI TALENTI ME LI DEVI RESTITUIRE

Quando muore un grande artista è sempre forte il dispiacere. Primo, perchè ad un personaggio famoso che ti piace e stimi ti ci affezioni, ad esempio io a Raul Bova sono affezionatissima (certo un po’ meno da quando ha mollato la moglie, lo ammetto) e quindi ti sembra di conoscerlo, tant’è che ricordo la prima volta che  – a 9 anni circa –  ho visto di persona un personaggio famoso, per la precisione niente popò di meno che Marco di BIM BUM BAM, mi sono resa conto che lui non aveva la più pallida idea di chi fossi io, sensazione stranissima e assolutamente deludente, voglio dire, gli avevo pure scritto una letterina con tanto di disegno sono sicura che mio papà l’abbia inviata davvero… Secondo perchè sai che lascerà un vuoto che solo lui sapeva a modo suo colmare. Quando la dipartita della nostra icona avviene per cause naturali, beh capita e basta, ma se avviene per atti estremi come il suicidio o l’overdose, allora mi dispiace molto di più.

Quando se ne è andata Witney Huston, per esempio, ed era da parecchio che non ci dilettava con la sua voce ultraterrena, non mi sono particolarmente dispiaciuta per tutta la sofferenza che sicuramente l’ha portata ad autodistruggersi, ma mi sono chiesta come facesse a non rendersi conto di quanto il mondo, cioè io, avesse bisogno del suo canto. Possibile che non si rendesse conto che il talento con cui è nata me lo doveva restituire? Possibile che non sapesse quanti milioni di persone avrebbero voluto quella dote? Possibile che ignorasse i vani tentativi di migliaia e migliaia di ragazzine che chiuse nelle loro camerette con il mangiacassette a palla si sforzassero di estendere le proprie corde vocali tirando il collo come galline e sbraitando   EEEENDòòòòòòò IIòòòòòòòòòòòò UILLLLLOOOLUEEIS LAVIUUUUU UUUU òòòòò IOòòò……?

Le stesse consederazioni mi sono riaffiorate in questi giorni, con la notizia della morte di Philip Seymour Hoffman, di cui io non ero una particolare fan, lo ammetto, in cinematografia sono parecchio ignorante, ma per la quale ho visto sui social vari parecchio rammarico. Allora mi chiedo se nella complessità della disperazione personale di ciascuno, non possa aiutare il prendere consapevolezza del ruolo indispensabile che ha il proprio talento nel mondo. Quindi non solo per se stessi, per la soddisfazione personale di emergere in una determinata disciplina, lavorativa, artistica, ludica, ma anche come valenza sociale.

Insomma, noi tutti viviamo di bellezza, per gli occhi e per il cuore, declinabile in infinite forme e sfaccettature. E a quanto pare ciascuno di noi ci nasce, con un talento, anche più di uno. Provate a pensare ai vostri, sono sicura che almeno uno lo sappiate individuare. Per esempio, se penso a me stessa, beh, io, si, insomma, se ci penso bene, dunque, io sono bravissima a mangiare. Sì, questo è un grande talento perchè se qualcuno mi invita a cena io mangio tutto, che sia ben cucinato o meno, io caccio giù, a meno che non mi si serva la lingua, o la trippa, o le cervella, ma voglio dire, chi ti invita a mangiare quelle schifezze lì, a parte i miei genitori a Natale? Oppure sono bravissima a pulire la cucina, come la pulisco io neanche il maggiordomo del Signor Sheffield, e so anche essere socievole, nei giorni pari. Ho anche un talento accantonato, un po’ più utile, almeno per il mio papà, che la domenica mattina si sedeva sul divano e mi chiedeva di suonargli qualcosa al pianoforte, io lo facevo e anche se lui non me l’ha mai detto, gli spazzavo via per qualche minuto i pensieri di padre, le fatiche della vita, o semplicemente gli dimostravo che i soldi spesi per le lezioni non erano del tutto buttati via.

Insomma, quello che voglio dire è che quando prendi coscienza del valore che ha la tua vita, proprio per il fatto che ti è stata consegnata con l’originalità dei tuoi talenti, delle tue doti, che servono a tutti, anche se nessuno te lo dice, anche se soffochi di routine, se sei malato o disgraziato,  allora sì che vale la pena di trattarti bene e impegnarti, perchè tu possa restituire i doni ricevuti in istanti di bellezza.

E allora ditemi, senza che vi sentiate scoraggiati dopo aver letto i miei, che come avrete visto  rasentano di poco il superpotere, ditemi, quali sono i vostri talenti?

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Lui è Marco Bellavia, quello figo di Bim Bum Bam…