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Punto all'essenziale circondandomi di frivolezze.

E poi.

Mi sono inchiattita parecchio, specie dal collo in giù, fino alle caviglie. I piedi e la faccia sono rimasti indenni. All’ inchiattimento intendo, l’invecchiamento invece procede tanto che talvolta mi si fanno dei pensieri di botox che cerco di scacciare come il demonio per rimanere fedele ai miei categorici principi moralistici al sapore di bisogna-accettarsi-così-come-si-è di me ventenne (Quando tutto ti è così chiaro solo perché il morale, diciamo, è alto). 

Anche le braccia tutto sommato si sono salvate, solo che quando le agito sento quel dondolio del tricipite che annuncia, o meglio, dichiara a gran voce una decadenza cui presto seguirà inesorabile la caduta delle guance stile cocker (ma la ventenne che fu continuerà a giudicare).

Che fare: ho scaricato la app “Seven”, per donne che non hanno tempo come me eh, ma che non possono assolutamentissimo rinunciare all’allenamento, che so mi risolverà la vita e il suo giro.

Praticamente è una app in cui compare una figura sportiva maschile o femminile virtuale (io ho scelto la femminile ovviamente, che ci soffrirei a vedere che nemmeno il maschio virtuale mi degnerebbe più di uno sguardo interessato), che fa gli esercizi con te, mentre una voce di fondo ti incita come fosse un vero coach. Io ci credo di brutto, anche perché ho messo l’opzione “Sergente dei Marines”, cattivissimo, voce roca, che mi urla addosso: “Never quit! Never give up!”

I 7 minuti più lunghi della giornata, e non è detto che sia di ogni, talvolta stiro, ma ne varrà la pena. Me lo sento. 

(Se nel frattempo qualcuno sa dell’esistenza della app dei miracoli mi faccia sapere)