Fenomenologia della mamma metodica

La mamma multistrato: è solita svegliarsi la mattina con l’ossessione del meteo, teme che nell’arco della giornata la temperatura atmosferica possa oscillare dai 30 ai -5 gradi centigradi, anche in agosto, motivo per cui veste il figlio a cipolla, partendo dal body a canotta, la maglietta di flanella a mezze maniche, la maglietta di cotone a maniche lunghe, il gilet, la felpa, il maglioncino legato in vita, lo smanicato di piumino e la sciarpa. Il kway, le muffole e gli scaldamuscoli sono sempre nello zaino. Le mezze stagioni la fanno stare malissimo.

La provaci ancora mamma: un classico della puerpera primipara. Se il bambino piange, piange anche lei, poi si fa coraggio, cerca su google “neonato che piange” e prende per oro colato le prime 10 parole che legge in ordine sparso convertendole in prove a tempo : avvolgere-coperta -coliche-ninna-canta-nanna-balla-massaggio-cucu-musica alla fine tira fuori la tetta e lo allatta.

La mamma latteria: un altro classico della puerpera primipara; se il bambino piange è perchè ha fame, non importa se sta rigurgitando la poppata precendente, piangere = avere fame, tira fuori la tetta e lo allatta.

La mamma Norton: ha letto da qualche parte nell’etere che le vaccinazioni fanno male, anche la sua vicina gliel’ha detto, che ha la nuora che lavora in una tabaccheria dove il suo collega ha la sorella fidanzata con un infermiere che ne ha viste tante eh, quindi decide che no, suo figlio non lo vaccina. E’ convinta che siccome ha allattato suo figlio fino a tre anni suonati, gli si sia automaticamente installato un antivirus potentissimo capace di annientare qualsiasi attacco virale for ever and ever.

La mammaigienica: in antitesi con la Norton, vive nel terrore del contagio sottoponendo il figlio e tutti gli accessori che lo circondano a continui lavaggi, sterilizzazioni e decontaminazioni. Se la frutta e la verdura non sanno di amuchina allora sono il nemico.

La mammabbondanza: traumatizzata dall’incontrollabile crescita esponenziale del figlio, compra abiti di tre taglie più grandi di quella del bambino. per i successivi due anni sarà costretto ad inciampare nei pantaloni, pucciare le maniche nella minestra, fare 8 giri alle caviglie con i lacci delle scarpe, camminando all’indietro come se avesse le pinne.

La biomamma: i ghiacciai si stanno sciogliendo, i pomodori del supermercato sono bombe chimiche pronte ad esplodere nella pancia dei bambini, la carne uccide, pure il latte. Non ha la più pallida idea di come sfamare suo figlio per non fargli del male e decide che al supermercato comprerà solo cose che iniziano con la B di BIO. Ogni tanto passa una caramella confezionata a suo figlio sotto al tavolo per non farsi vedere dalla sua coscienza e intanto pensa “Moriremo tutti”.

La mamma cuffietta: è della famiglia delle mamme multistrato, ma si fissa solo su un punto ben preciso: le orecchie, che vanno coperte a qualsiasi costo, in qualsiasi stagione, al mare, in montagna, in campagna, in città, in pianura, in collina, in camera vicino alla finestra, sul terrazzo e nei box. Perchè dove c’è aria, c’è otite. E otite è nemica. Il figlio col paraorecchie fisso svilupperà uno spiccato udito ultra bionico.

La mamma Newton: se è vero che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, significa che ogni piccola parola o movimento della mamma provocherà al figlio un trauma che si porterà dietro tutta la vita e lo costringerà ad una vita depressa priva di autostima, autocontrollo, fiducia nel passato-presente-futuro, si drogherà, si tatuerà tutto come fedez e rinnegherà le sue origini quindi anche lei, la mamma sua! Ecco perchè si documenta, si iscrive ad un master di psico-socio-turbo-pedagogia, conta fino a dieci prima di prendere una marionetta colorata che spiegherà al bimbo con delicatezza e simpatia che non si mettono le dita nel naso, ma se lui ritiene che sia comunque fondamentale per lo sviluppo delle sue spiccate capacità esplorative allora può decidere di farlo, basta che dopo ne parli alla marionetta che insieme alla mamma lo aiuterà ad elaborare la sua esperienza.

La mamma si nasce: La sua vocazione è nata insieme a lei: il matrimonio e i figli. Crede nel destino buono per ciascuno di noi. Suo marito è l’unico amore della sua vita, perchè lei non ha mai avuto tempo da perdere con tentativi di amori sbagliati. Ha avuto tre figlie femmine in tre anni, con gli occhioni, i boccoloni, le vestine con i fiocconi. Sono bambine modello, educatissime, miti, obbedienti, giocano e poi mettono a posto, mangiano sempre tutto. Presto arriveranno altre sorelle e forse al settimo tentativo un maschietto.

La mamma si diventa: è la sorella minore della mamma si nasce. Anche lei si è sposata, ma dopo una serie di disastrosi tentativi con uomini sbagliatissimi. Ha avuto due figli maschi in due anni. Agitatissimi. Attende con ansia i compleanni delle nipoti per comprare vestiti da femmina con i fiocconi da regalare. Quando i suoi figli si comportano male di fronte alla zia-mamma-si-nasce, li sgrida tantissimo, controllando con la coda dell’occhio la reazione della sorella per capire se ha fatto bene o male. Ma questa resterà in silenzio a fissarla senza far trapelare nessun tipo di emozione e tacito giudizio, cosa che costringerà la mamma-si-diventa ad un angosciante esame di coscienza per capire se e dove e perchè ha sbagliato.
Alla fine aprirà un blog per sdrammatizzare.

cmnq

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8 pensieri su “Fenomenologia della mamma metodica

  1. mammaalcubo

    Assomiglio con qualche variante alla mamma si diventa, con possibilità di conversione alla mamma cuffietta se rientriamo nel tunnel delle otiti anche quest’anno. Che poi non serve gran che coprire le orecchie se i batteri ci arrivano da dentro, ma va beh.

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