Cosa fa un blogger quando non caga il suo blog?

Scusa mamma ho scritto una parolaccia.

Cosa fa un blogger quando non caga considera il suo blog? Per rispondere a questa domanda bisognerebbe innanzitutto porla ad un blogger, cosa che per rispetto a chi si ritiene tale per tutto l’impegno che ci mette o perchè magari ci si fa una professione o espone cose creativoriciclose -che a volte dico ma butta nella differenziata ti prego- o per tutte le tante altre belle bellissime bellissimissime cose, non ritengo di essere. Più che altro io penso con convinzione di potermi definire un essere vivente psicolabile dai pensieri ingombranti e contorti che hanno bisogno di essere elaborati in uno spazio condiviso con chicchessia perchè boh. Diciamo che quindi più che blogger io sono un utente instabile. Anzi, utente-instabile-wanna-be, perchè su twitter c’è già una che si chiama così e mi fa troppo ridere e io voglio essere come lei. Ambizione ci vuole nella vita, A M B I Z I O N E .

Quindi: che cosa fa un utente instabile quando non caga considera il suo blog? Beh, innanzitutto ci dorme sopra. Io ci dormo sopra, perchè a volte si vive e si scrive quello che si vive, altre ci si dorme. Io ho fatto tante cose, il cambio degli armadi, per esempio, caricato biciclette in ascensore, passato interminabili ore al parco a fingere di mangiare polpette di spinaci fatte di terra, spaghetti di fieno, budini di caccole, messo le mani a conchiglia per far bere gente bassa alla fontanella, lavato e stirato quintali di lana con la temperatura esterna a 35 gradi – che io mi chiedo, ma quanta lana c’è in una casa di 4 persone, quanta? esisterà pure una petizione a livello mondiale per vietare l’uso della lana che se no le pecore prendono freddo. basta lana, io dico no alla lana, il freddo fa bene, tempra il corpo e lo spirito, guardate i tedeschi che girano a dicembre con la t-shirt, che caratterino –  e poi ci ho dormito sopra.
Ho fatto camminare come i gamberi 4 nani sulle mura di città alta, poi come la giraffa, poi come il leone.
Ho gonfiato piscinette, riempito d’acqua piscinette, separato due-su-due occupanti delle piscinette intenti ad affogarsi vicendevolmente, svuotato piscinette, nascosto piscinette, partecipato a convegni, giocato a un-due-tre-stella, tirato righe al computer, giocato con la pasta di sale a feste dell’asilo, asciugato fronti sudate, riposto troppa fiducia nella luce pulsata.
Ho sentito parlare in un video una bambina che poi è andata in Cielo (seguirà un post dedicato, anche se la mia amica mariuccia dice che sono pesante quando parlo di Dio)
Ho 
tagliato capelli parecchio corti. che quando ce li hai ricci i capelli, e hai voglia di qualcosa di nuovo, li tagli e basta. scalati. che una volta ho convinto il parrucchiere restìo a farmeli alla pari per capire che aveva ragione lui. tornare dopo 6 mesi (tempo necessario per dimenticare il conto) e supplicarlo di tagliare via tutto, solo per dargli la soddisfazione di pensare “guarda che cesso che eri quando sei entrata e che gnocca ora che stai uscendo”, si bello mio, ma poi  il tuo capolavoro da vendita di reni lo lavo. (no marito non è vero, lo dico solo per enfatizzare). E ci ho dormito sopra.
Ho comprato cose, gonne, pantaloni, sandali, ho visto un orso bruno che dormiva, un leone che dormiva, un ghepardo che dormiva, un elefante che beveva, un leopardo che dormiva, tre coccodrilli che dormivano e una tigre sveglia e nervosa (astinenza da narcotici?). e poi i fenicotteri, che belli i fenicotteri, i cammelli senza lana – e per forza stava tutta nella mia cesta –  pinguini immobili, zebre puzzone, porcellini d’india, pappagalli e scimmie. Ma le più belle per pepo erano le mucche, che non c’erano però, per marti invece le giostre. va bene. Poi ci ho dormito sopra.
Mi sono invasa di vita sana, tanta frutta e tanta verdura, ho iniziato a correre, un giorno si e uno no, mi è venuto mal di anca, mi è venuto mal di ginocchio, mi è venuta fame, fanculo la vita sana.

Scusa mamma ho scritto una parolaccia.

Ho guidato chilometri a zig zag e in tondo, ho visto una villa con il giardino che sforava di molti zeri il budget, ho pensato di comprarla, marito no. me ne sono fatta una ragione e avendo risparmiato ho comprato cose. Ho benedetto la pioggia, pensato solo una volta di avere una malattia, cucinato almeno due volte, ho conosciuto gente nuova, ho visto tre minuti di mondiali, ho bevuto aperitivi, mangiato gelati, organizzato serate con le amiche che non potevano. Ho sconfitto la cistite, bevuto taniche di acqua. Ho pensato che dovevo scrivere cose e ci ho dormito sopra.

Perchè  gli utenti-instabili-wanna-be pensano sempre di avere una buona storia svarionata da raccontare, ma sono troppo stanchi e ci dormono sopra. E ora che ci penso mi chiedo: ma anche tutti quegli animali allo zoo che dormivano hanno un blog trascurato?

Allora io vado, buonanotte!

foto_zoo

Io allo zoo dopo una seduta da coppola

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15 pensieri su “Cosa fa un blogger quando non caga il suo blog?

  1. justAlessia

    chi non ha un blog, E non ha un marito E non ha figli piccoli non può capire. Ma io sì, e questo post è tutti I post che ti vengono in mente alle tre di mattina e ce li hai proprio scritti ma dici vabbè dormo poi domattina lo scrivo figurati se mi dimentico ce l’ho stampato proprio mi basta trascriverlo solo che invece o non hai due secondi liberi per le successive sette settimane o (incredibile ma vero) la mattina dopo è error 404 page not found. Il tuo post così simpatico divertente e brillante, quello da macchianera award… puff. ERASED.

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  2. Pingback: Top of the Post #3 – 23 giugno | Essere mamma oggi

  3. Pingback: Nel frattempo… | Ma la notte no!

  4. Fabio

    Mi piace un sacco questo post, mi ci ritrovo molto…
    Ma tu stiri la lana? Scherzi davvero? A casa mia finisce dritta nell’armadio, piegata per bene certo, ma la cesta neanche la vede. E anche le lenzuola, le calze (mia mamma stira pure quelle) le mutande, il jersey del figlio baskettaro, la tuta del milan di quell’altro, gli asciugamani, ogni tipo di pigiama! Lascia perdere, il tempo è già breve, e anche se non sono io a stirare (ma quella santa donna di mia madre), c’è anche per lei di meglio da fare…
    Buona estate!
    Fabio

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