A U T O M O B I L I S M O

Vivere in una città lombarda di medie dimensioni ha i suoi vantaggi. Per esempio se ti vesti in modo troppo eccentrico la gente ti guarda male (io malissimo), se fai jogging a qualsiasi ora sulle mura la gente si sposta per farti passare (mi hanno detto), se pronunci la e troppo stretta la gente ti guarda male (io malissimo), se vai in bici sulla strada e non sulla pista ciclabile la gente ti guarda male (io faccio a cazzotti col mio alter ego per resistere alla tentazione di infliggere una pena corporale al ciclista), se giri con il sacchetto di uno dei due negozi più costosi del centro la gente ti guarda male (io faccio a cazzotti col mio alter ego per resistere alla tentazione di infilarmi un passamontagna e fare lo scippo), e se hai bisogno di raggiungere il lato opposto della città in pieno traffico al massimo ci impieghi 25 minuti (in macchina).

A meno che tu non abbia dei figli, per esempio due, maschi, con due anni di differenza, sempre per esempio, che vanno in due scuole diverse, e che nel tuo immaginario di mamma supergiovane e ultradinamica, una volta ripreso a lavorare, avresti parcheg accompagnato nei rispettivi asili con la bici di tendenza e due seggiolini vintage, uno dietro e uno sul manubrio, sfrecciando come una libellula tra i fiori in barba al traffico degli orari di punta. Ma siccome la sommatoria dei  pesi specifici dei suddetti rasenta i 35 chiogrammi, e nessuno dei due esce di casa senza avere in mano due macchinine (di ferro), un trenino (di legno-massiccio) due peluche e quattro merendine, più il bibe di acqua, non ti resta che arrenderti all’evidenza della tua impotenza fisica e trasportare tutto il carico in auto, totalizzando una media di 75 minuti giornalieri di pazze gare automobilistiche tra te e il tuo sempre presente ritardo.

Così, lungo il quotidiano tragitto a zig zag dell’andata (consegna merci) e a cerchi concentrici e a tratti spiralidosi del ritorno (ritiro merci), ho stilato la mia lista dettagliata (ma non completa) dell’automobilista medio (ovvero di città media):

1. Il VaiTranquillo: maschio, età compresa tra i 76 e i 99 anni, in pensione, orario di circolazione dalle 9.00 alle 12.00 sulla sua citroen anni 90, deve andare a fare la spesa all’esselunga, ma siccome non ricorda bene dove sia, frena ad ogni incrocio e si allunga tutto per vedere se è lì. Limite massimo di velocità: 25Km/h.

2. Il VaiTranquillo col Cappello: maschio, età compresa tra i 70 e i 109 anni, in pensione, orario di circolazione 24 ore su 24, rigorosamente su una Fiat, indossa un cappello a coppola di lana, anche ad agosto. Non si sa dove stia andando, non lo sa nemmeno lui, ignora quello che si dice degli uomini col cappello su una Fiat, se qualcuno gliel’ha detto non ha sentito perchè è anche un po’ sordo. Limite massimo di velocità: 25Km/h.

3. L’Elefante in una Cristalleria: femmina, età compresa tra i 45 e i 55 anni, bionda liscia, lavoratrice part-time, orario di circolazione dalle 15.45 alle 16.15, va a scuola a ritirare i figli ma prima deve passare in tintoria. Siccome è una mansione che al mondo deve svolgere solo lei, appoggia il suo Suv nero con cromature lucide ai cofani delle utilitarie, oppure sale con una ruota su 4 in diagonale su un marciapiede, oppure parcheggia un attimino in piena corsia, basta mettere le 4 frecce. Limite massimo di velocità: 80 Km/h ma solo se scatta l’arancione.

4. Il Neo Patentato: maschio, età compresa tra i 18 e i 20 anni, orario di circolazione dalle 17 alle 20, ha ottenuto la patente la mattina stessa e sta andando a prendere il suo amico che ancora non ce l’ha per fargli vedere che lui si. Limite massimo di velocità 130 Km/h, the-road-is-on-fire.

5. La Neo Patentata: femmina, età compresa tra i 18 e i 20 anni, orario di circolazione dalle 17 alle 20, ha ottenuto la patente la mattina stessa  e sta andando a prendere la sua amica che ancora non ce l’ha per farsi una foto insieme col cellulare e postarla su instagram con condivisione su facebook. Tra le due è quella che fa il segno di vittoria. (due settimane dopo la foto apparirà sui giornali locali sotto il titolo: neopatentata a bordo di una mini sfonda la vetrina di una cartoleria del centro, negativa all’alcol test)

6. Il PassaPassa: maschio e femmina, età compresa tra i 60 e i 75 anni, orario di circolazione variabile, ha una station-wagon un po’ scassata e si tuffa nella tua corsia da una via laterale con tutto il muso poi frena, tu inchiodi per farlo/a immettere e lui/lei con la manina ti fa segno “passa, passa” (echecacchio, mo’ vai)

7. La Talpa: femmina, età compresa tra i 58 e i 69 anni, orario di circolazione dalle 12 alle 12.30 e dalle 19.30 alle 20. Effettua solo piccoli spostamenti, solitamente su una Rover verde, non supera il metro e 50 di altezza, viaggia con il sedile rialzato e il petto appiccicato al volante, sul quale appoggia il mento e strizza gli occhi. Non vede un cazzo. Da dietro, la macchina sembra vuota. Limite massimo di velocità 50 Km/h

8. Il Pilota Automatico: maschio, età media 40 anni, orario di punta. Nella mano destra tiene il cellulare, nella mano sinistra la sigaretta, non si capisce cosa usi per guidare, ma procede, tendendo a sinistra. Limite massimo di velocità 80 Km/h

9. Il Buon Samaritano: maschio e femmina, età compresa tra i 30 e i 40 anni, sulla strada a due corsie ti supera da destra nel momento esatto in cui freni per far attraversare un pedone sulle strisce, che verrà falciato, o semplicemente depilato, a seconda di quello che il fato quel giorno gli riserverà. Limite massimo di velocità 90 km/h

10. Il Figlio di Papà: maschio, età tra i 25 ai 29 anni, alla guida di una porsche carrera 4S, si è messo il gel, la camicia e il maglione a V per andare a prendere la morosa. Alla consegna delle chiavi suo padre gli ha intimato falle un solo graffio e ti taglio i viveri. Va pianissimo e suda, poi entra in galleria e bruuum.

11. Il Pit-Stop: maschio, età media dai 30 ai 55 anni, su una golf ribassata elaborata, ti arriva a 90 Km/h da dietro, fa gli abbaglianti, ti supera, ti taglia la strada a 2 cm dal cofano, e accosta. Entra in un bar e beve un caffè.

12. Il Bon Ton: io, età non pervenuta, insulta urlando tutti i sopraelencati che trova sulla sua via, suona il clacson in modo compulsivo, da qualche anno non mostra più il dito medio perchè ha imparato che c’è in giro gente pericolosa che potrebbe prendersela. Limite massimo di velocità: rigorosamente consentiti dalla legge, Signor Vigile.

cartelli

foto gentilmente donata da amica Gaiu, artefice, insieme ai suoi maschi, dei capolavori raffigurati

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4 pensieri su “A U T O M O B I L I S M O

  1. veronicadusi

    NO NON POSSO PROPRIO PIU’ FARE A MENO DEL TUO BLOG E’ UFFICIALE….
    PS.. CREDO CHE NONOSTANTE IO ABBIA DUE FEMMINE E DIVERSAMENTE DA TE TRASPORTO BARBIE E NON TRENINI … SONO CONVINTA CHE OGNI GIORNO PERCORRIAMO LE STESSE STRADE…E INCONTRIAMO LE STESSE PERSONE …UN DESTINO INCREDIBILE IL NOSTRO.
    PS. 2 ANCHE IO CATEGORIA BON TON….
    BACIO E BRAVISSSSSIMA

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