SICUT DIXIT

Lo so che non è considerata una cosa molto cool, lo so che dopo aver scritto questo post potrei perdere le simpatie che mi sono aggiudicata fino ad ora, o magari una delle mie fantastiche 7 lettrici fisse, che conosco per nome una ad una (non è mica da tutti, voglio vedere io quelli che hanno migliaia di migliaia di followers se sanno come si chiamano)potrebbe mollarmi così, di sana pianta.
Però dico io, non è che abbia intenzione di sfondare nel mondo del blogging, figuriamoci, non ho  nemmeno l’ambizione di sfondare nel mondo dell’ architettura, che è il mio mestiere. In effetti l’unica cosa che in questo momento storico vorrei sfondare è la vetrina di Dolce e Gabbana in via della Spiga, così, a testate, e fare razzia di tutto quello che vedo.

Il fatto è che io in questa storia della Resurrezione ci credo di brutto. Ma non è che ci credo così, come si può credere o meno agli elfi, o alle profezie dei Maya, o all’abominevole uomo delle nevi. Io ci credo dalla nascita, perché me l’hanno insegnato i genitori, ma ho iniziato a sperimentarlo a 16, 17 anni, quando ho trovato degli amici della mia età che mi hanno fatto vedere come la mia fede c’entrava con tutto. Tutto, niente escluso, la scuola, le materie che detestavo e quelle che adoravo, la musica, i vestiti, i bei ragazzi, le cose belle e quelle brutte. E così via all’università e ora nel matrimonio, la mia fede è sempre una costante ricerca della verità delle cose.
Non sono una santa, sia chiaro, o una di quelle che parlano con la voce sottile e hanno sempre il sorriso paralitico a 260mila denti stampato in faccia. Il fatto che un altro dei miei ennesimi soprannomi sia JOY-OF-LIFE è da intendersi in senso decisamente ironico. E sono la peccatrice più peccatrice che ci sia, in sostanza io inizio a peccare ancora prima di aprire gli occhi la mattina. Ho tanti di quei limiti da far schifo.
Ma 2000 anni fa è successo questo fatto no, questo fatto storico, insomma è successo davvero, che Gesù è nato. Poi l’hanno crocifisso. E lui è morto. 
Ma poi è risorto.
Se così non fosse stato la sua sarebbe rimasta la bella storia clamorosa di un grande uomo.
Ma è risorto. E ha cambiato e continua a cambiare la storia. E le mie giornate. Anche quelle in cui lo vorrei mandare via.

Se non fossi tuo, mio Cristo, mi sentirei creatura finita. Sono nato e mi sento dissolvere.

Mangio, dormo, riposo e cammino, mi ammalo e guarisco, mi assalgono senza numero brame e tormenti, godo del sole e di quanto la terra fruttifica. Poi io muoio e la carne diventa polvere come quella degli animali che non hanno peccati.
Ma io cosa ho di più di loro? Nulla, se non Dio. Se non fossi tuo, Cristo mio, mi sentirei creatura finita.”  

-S. Gregorio Nazareno-


E allora  Buona Pasqua! 

e addio, voi che non mi leggerete mai più, sappiate che vi ho voluto bene. 
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